Visualizzazione post con etichetta random act of kindness. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta random act of kindness. Mostra tutti i post

venerdì 12 novembre 2010

CHI HA VISTO CENERONTOLA?

Immagine tratta da www.lacasanellaprateria.com

  E se Cenerentola fosse stata inventata con una “o” in mezzo? Magari potrebbe essere stata troppo cicciottella per indossare la scarpetta oppure tanto blontolona da far arrabbiare persino il principe azzurro.
    Le storie che ci possiamo inventare sono infinite così come le nostre idee. Perché tutti abbiamo visto una Cenerontola nella nostra fantasia e tutti abbiamo una storia diversa da raccontare.

Non so voi ma io adoro stravolgere le storie, fin da piccolina ho sempre preso con le pinze tutti gli happy end ed i vissero felici e contenti, un giorno o due va bene ma poi? Possibile che tutte le principesse siano bellissime e perfette, solo terribilmente sfigate? Io sono sfigata anche senza essere bellissima e perfetta...e possibile che per risolvere tutto ci sia bisogno sempre del principe azzurro??? Come fanno a fidarsi? Io non mi fiderei mai di un uomo che arriva sul cavallo bianco, meglio arrangiarsi da sole, che poi arriva il suo compagno di merende e vanno a farsi una birretta e te rimani lì nella torre a far la muffa! Ma poi? Possibile che siano tutte fighe? Se sei figa tranquilla, prima o poi troverai qualcuno che ti mantiene (e la politica di oggi insegna!), se sei cozza mettiti l'anima in pace che finirai zitella e brontolona come Genoveffa e Anastasia! Porelle...manco uno spiraglio di speranza hanno lasciato a quelle due...e poi dicono che sono acide! Chi non lo sarebbe al loro posto!
Ecco, io voglio la rivincita! Troviamo due ometti anche alle due scorfanelle che magari s'addolciscono un po' e diventano più simpatiche e non fermatevi al giorno del matrimonio di Cenerentola, fatemi vedere come sono messi lei e il principe dieci anni dopo: se sono ancora lì tutti coccole e baci o se hanno installato entrambi il Vaffa automatico appena l'altro apre bocca...

"Chi ha visto CenerOntola?" è il nuovo libro messo in palio da Claudia per i random act of kindness, a me ispira un sacco, e a voi?

venerdì 8 ottobre 2010

LE MAMME NON METTONO MAI I TACCHI...

Proprio stamattina sull'autobus mio figlio m'ha fatto notare che la signora che avevo seduta accanto portava i tacchi mentre io no...qualche giorno fa lo stesso figlio in fila al panificio additava le scarpe di un signore in coda facendogli notare che erano uguali a quelle della sua mamma...

Se le mamme non mettono mai i tacchi allora dovrei sentirmi normale!

Io, che al mio matrimonio sarei voluta andare con i birkenstock, ma la suocera me l'ha impedito ed alla fine ho optato una scarpa con mini tacco stile nonna Abelarda...

Immagine tratta da www.lacasanellaprateria.com
Questo libro fa parte del givaway del venerdì dei Random Act of Kindness di Claudia, viste le premesse direi proprio che ci vado a nozze...

venerdì 1 ottobre 2010

AMARLI SENZA SE E SENZA MA...


Immagine tratta da www.lacasanellaprateria.com

Questo libro è il givaway della settimana dei random act of kindness di Claudia. Non lo conoscevo, ma queste poche righe mi hanno particolarmente attratto.

...mettere in discussione le nostre certezze educative e spostare il punto di vista dalle nostre aspettative ai reali bisogni dei bambini...

La frase è molto d'effetto ma credo che nella pratica sia difficile razionalizzare su quali siano le reali esigenze dei bambini, quando noi diciamo un NO e cerchiamo di dare loro una buona educazione non facciamo altro, nella maggior parte dei casi, di andare contro le loro naturali pulsioni, le pulsioni primitive della specie umana.
E questo perchè? per farci accettare dalla società, perchè essere educati è un buon biglietto da visita.
Noi genitori abbiamo l'interesse di salvarci la faccia di fronte al mondo, ma i bambini? che interesse hanno ad assecondarci? Questione di potere, di ricatto...è meglio che ascolti perchè da lui/lei dipendo, senò chi è che mi dà da magnà???

Potrà sembrare un ragionamento pazzoide il mio, ma è solo l'elaborazione di una frase di un libro che sto leggendo in questo periodo (L'eleganza del riccio di Muriel Barbery), che mi è rimasta impressa.
 
...Che cosa significa educare? Significa proporre instancabilmente camelie sul muschio come diversivi alla pulsione della specie, la quale non si spegne mai e minaccia continuamente il fragile equilibrio della sopravvivenza...

Sarà il periodo propenso a darmi certi spunti di riflessione, ma casualmente poco fa, sintonizzata sulla trasmissione 28 minuti di Radio 2 ho sentito un'altra frase che diceva più o meno così:

Non dovremmo stupirci quando gli uomini s'ammazzano tra di loro, ma dovremmo stupirci di vedere tutte le mattine delle scimmie che si vestono per andare al lavoro.

Insomma, educare sembrerebbe proprio un processo che va contro la naturalità degli eventi.

Detto questo non voglio diventare una seguace delle teorie di Rousseau e mandare i miei figli a sopravvivere nel bosco, ma ritengo interessante una prospettiva di educazione che vada incontro ai bisogni dei bambini.
Perchè educare, me ne rendo conto ogni giorno di più, è davvero una grande responsabilità.

giovedì 23 settembre 2010

IO PROTAGONISTA!

La "puntata" di oggi dei random act of kindness... di Claudia ha come protagoniste noi stesse!

"E voi? Quando è stata l’ultima volta che vi siete divertite davvero? E l’ultima volta che avete superato la paura? L’ultima volta che avete imprato qualcosa di nuovo? Ricordate la soddisfazione, la gioia, l’orgoglio che ne scaturisce? Se faticate a ricordare, vuol dire che è passato troppo tempo. Ed è ora di rimediare."

Io in questo periodo avrei solo da stare zitta a riguardo...diciamo che i miei momenti me li sono già ritagliati:  con il concerto di Elisa (evento random) e con il corso di Aquagym (evento bisettimanale).

Come alibi ho però il fatto che erano più di 6 anni che non andavo ad un concerto ed altrettanti che non mi dedicavo ad uno sport, o comunque ad un appuntamento fisso finalizzato al mio benessere fisico. Forse era arrivato il momento?

L'ultima volta che ho superato una paura risale a qualche tempo fa: ho sempre avuto una paura tremenda dei ragni, se ne vedevo uno, anche microscopico, mobilitavo chiunque purchè venisse ammazzato (sì, sì, bisognava proprio spiaccicarlo, non avevo pietà!); quando è nata mia figlia ho deciso di darmi un limite, non mi sembrava bello fare certe scene davanti a lei, e men che meno avrei voluto trasmetterle la mia paura! Piano piano ho iniziato a guardare queste bestioline con occhi diversi...non me ne sono certo innamorata, ma le tollero! Non urlo più, e finchè sono di piccole dimensioni ci convivo serenamente, gli altri provo a spostarli altrove...un piccolo passo per me, un grande passo per la comunità dei ragni che di sicuro ora conterà qualche decina di caduti in meno...

L'ultima volta che ho imparato qualcosa di nuovo è stato circa un anno fa: sempre ispirata dal blog di Claudia ho deciso una volta per tutte di imparare a lavorare a maglia! Ci avevo provato un sacco di volte, poco convinta, e ovviamente con scarsissimo successo. L'ultima volta invece mi sono messa d'impegno! Con l'aiuto di mia nonna ho imparato a metter su i punti (prima me lo facevo fare da lei, io facevo solo dritto/rovescio, e poi lei chiudeva...), a non farli cadere durante il lavoro (e qui ho scoperto di trovarmi bene con i ferri di legno, perchè scorrono meno, con mia nonna che mi prende in giro perchè secondo lei sono scomodissimi...ma lei è un fulmine...), a cambiare i colori...insomma, non ho ancora raggiunto i livelli di Claudia o di mia nonna, sono ancora molto imbranata e soprattutto mooooolto lenta, però sono riuscita a produrre due fasce antivento e due cappellini per i miei bimbi, che soddisfazione (anche se sono tutti molli e sbilenchi!)!!!!

Tirando le somme direi che non ho proprio nulla da lamentarmi!

venerdì 17 settembre 2010

IL GIVAWAY DI CLAUDIA...

Immagine tratta da www.lacasanellaprateria.com
Oggi sto dedicando la mia giornata di libertà provvisoria alla cucina, tra mixer e fornelli però ci sta anche una sbirciatina qua e là ai blog (rischiando di bruciare tutto, ma questo è un altro discorso)...
Questo è ciò in cui mi sono imbattuta questa mattina, come si può non partecipare???
Il givaway fa parte di un'iniziativa creata qualche giorno fa dall'inesauribile Claudia: Random act of Kindness.
Il meccanismo è semplice: io faccio una buona azione verso qualcuno, questo qualcuno a sua volta fa una buona azione verso qualcun'altro ed in teoria prima o poi qualcuno farà una buona azione nei miei confronti...ecco, mia figlia all'asilo l'avrebbe spiegato meglio...abbiate pietà!
L'atto di generosità richiesto per partecipare al givaway è REGALARE UN LIBRO.
I libri che ho scelto di regalare io sono: "Quello che le mamme non dicono" di Wonder, ad una mia amica che aspetta il suo primo bambino; e "Contare i passi" di Carla de Bernardi, un libro-diario di viaggio che parla del Cammino verso Santiago de Compostela, a mia suocera.
Sono certa che entrambe gradiranno, e magari le inviterò a compiere loro stesse questa buona azione ;).
Related Posts with Thumbnails