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mercoledì 31 agosto 2011

BYE BYE AGOSTO!

Agosto è ormai agli sgoccioli, io non so se sia il caso di gioire o meno!
Agosto è stato il mese del "no, non siamo andati in ferie da nessuna parte ma eravamo sempre in giro", abbiamo coltivato e approfondito le amicizie nate quest'anno all'asilo scoprendo piacevolmente che anche le altre mamme fanno le mogliate (ebbene sì, non sono l'unica in grado di chiudere le chiavi dell'auto dentro la macchina stessa quando sì è in culo ai lupi dove il cel. non prende!!!), siamo riusciti ad incontrare un'altra mamma blogger anche se Fratellino (come sempre) ha voluto "sabotare" l'idillio del rendez-vous rimanendo koalizzato (voce del verbo koalizzare=rimanere incollato in modo indissolubile al corpo materno) alla sottoscritta nonostante la temperatura esterna vicina ai 40°C e dimostrandosi simpatico come un calcio in c...! Evvai con le figure di M! Ora sarò famosa nella bolgsfera come "quella dal figlio asociale".
Agosto è stato un mese piccante: no, non ci siamo dati al sado-maso, il nostro orto (che, diciamolo piano piano è quasi tutto morto rinsecchito...) ci ha regalato dei bellissimi e buonissimi peperoncini piccanti che io, neanche a dirlo, ormai inserisco in qualsiasi pietanza. No, i miei bambini non gradiscono il piccante, loro li sto tirando su praticamente a pasta in bianco.
Agosto è il mese delle foto, ne ho fatte a centinaia da inserire nel blog. Ma non ho voglia di scaricarle. E nemmeno di caricarle. Per l'estate 2011 avremo una serie di foto ricordo di deretani dei nostri figli. Anche queste sono esperienze.
Agosto è il mese del non blog. Perchè ogni giorno pensavo: "bello, questo stasera lo metto nel blog!" e poi puntualmente mi passava la voglia: di accendere il pc, di scrivere, di pensare.
Agosto è il mese dei pestaggi, perchè i miei figli insieme nella stessa stanza hanno un'autonomia di tolleranza di 5 minuti, il resto si disputa sul ring.
Agosto è il mese del "Oh cazzo tra poco comincia la scuola!". Ah no, 'sto colpo non sono io ad andarci ma mia figlia...MIA FIGLIA???? oddio come sto invecchiando...
Se non l'avete capito tra poco Sorellina alla veneranda età di 6 anni e mezzo inizia la scuola, mi chiedo se tra vent'anni potrà averla finita oppure ancora no.
Il pensiero di cui sopra mi mette una profonda tristezza...meglio pensare alla scuola materna che quella tra un paio d'anni sono sicura che la finiamo!
Questo agosto è stato l'ultimo senza compiti della vacanze...e domani è già settembre...qualcuno ha un'orologio del tempo che vorrei fare un eterno rewind di circa un mesetto? Ho provato con quello fuxia di plastica che ho preso in edicola non mi sembra che funzioni...

domenica 12 settembre 2010

IO BALLO (ANCHE) DA SOLA...

Non so come dirvelo...sarò rapida e indolore: mi sono sparata un concerto anche ieri sera...
Questa volta una cosa senza tanti clamori; all'interno di una manifestazione artistica la nostra città ci ha offerto un concerto gratuito di Simone Cristicchi in un parcheggio di solito squallido che ieri sera ha assunto fattezze a dir poco decenti con il Castello illuminato sullo sfondo ed il torrente lì vicino.
Di Cristicchi conoscevo quelle quattro canzoni che giravano alla radio, nè più nè meno...
M'ero promessa di passare di lì giusto per vedere com'era, ascoltare un paio di ballate e tornarmene (presto) nella mia Tana.
Sono stata lì, a ballare sotto il palco, dall'inizio alla fine assieme ad arzille 70enni, allegre 50enni che sapevano tutti i testi a memoria (ed io forse i ritornelli di due canzoni...), adolescenti che saltavano, un ubriacone che barcollava e padri che ballicchiavano con i pupi addormentati in braccio.
Ne è valsa la pena.
Bella musica (ci ha regalato anche uno splendido sirtaki!), belle parole, bello il mal di gola che mi ha accolta stamattina al risveglio...
Io do la colpa al "virus" di sorellina, come se due concerti in due giorni dopo più di sei anni di astinenza non avessero fatto la loro parte...meglio pensare che qualcuno da casa abbia lanciato una iattura a questa madre/moglie degenere...


sabato 11 settembre 2010

CRONACHE DI UN CONCERTO

Non ci sono parole per descrivere il concerto di ieri sera, una botta di vita incredibile, ecco, posso definirlo così!
Musica a palla, l'Arena piena di gente, Lei con un'energia ed una voce formidabile...
Avrò fatto qualche centinaio di foto di cui forse se ne salvano quattro o cinque, e video tutti tremolanti!
Abbiamo ballato (nel modo in cui si può ballare in mezzo metro quadro in equilibrio su un gradone...) perchè era impossibile stare fermi.
Abbiamo cantato canzoni conosciute e anche quelle che non sapevamo, così, come venivano.
Poco prima dell'inizio del concerto mi sono guardata intorno, l'Arena era stracolma di gente, mi sono immaginata essere Lei dietro il palco...ma come può uscirle la voce davanti a tutto sto casino, io me la farei sotto...
Ma Lei è Elisa, io sono Io.
Abbiamo fatto battute profonde che ai tempi dell'università non avremmo minimamente concepito: "ma dove avrà lasciato sua figlia?" sguardo complice tra me e l'altra mia AmicaMamma. "Sai, oggi ho stirato con Elisa, giusto per fare atmosfera"...e quando al concerto è partita This Knot: "Hai stirato con questa?" "purtroppo no, senò avrei stirato il doppio..."
Abbiamo riso del suo accento, ricordandoci poi di essere tre trentine ed una veneta e di aver ben poco da ridere...
Abbiamo portato a casa tanta di quell'energia che la metà bastava, ho toccato il letto alle 2.00 e stamattina alle 7.30 avevo già fratellino abbarbicato sulla schiena implorante di una MammaAttiva...
Avrei passato tutta la mattina con la musica a palla giusto per far durare quell'energia ancora per un po', ma degli esserini piccoli me l'hanno impedito...e da lì ho capito che i miei figli di musica non capiscono un acca...
Tutt'ora sogno di fuggire in camera con lo stereo a manetta come un adolescente, ma ho un marito che me lo impedisce...e pian piano si ritorna alla realtà...


giovedì 19 agosto 2010

LE MERAVIGLIE DELLA NATURA

Continuano le nostre avventure nella natura.
Questa volta con meta Camposilvano, Vallarsa.
Un tranquillo e semisconosciuto paesino di montagna che per me fino a qualche tempo fa rappresentava solo l'ultimo nome visualizzato sulla corriera che vedevo passare in città: sapevo che c'era ma non sapevo dov'era praticamente.

Al nostro arrivo ho notato subito un'atmosfera d'altri tempi e ne sono rimasta incantata!


A rendere "famoso" questo ameno paesello nel fondovalle è la presenza di una riserva di cervi, con un po' di fortuna si possono ammirare decine di esemplari a distanza molto ravvicinata, Il tutto semplicemente passeggiando tra prati e boschi.


Cosa ci facciano lì non l'ho ben capito: c'è chi dice che negli anni scorsi si siano riprodotti a dismisura scegliendo dimore a quote sempre più basse tanto da causare danni alle colture ed ai boschi , quindi onde evitare spiacevoli conseguenze, soprattutto per loro, gli sia stato riservato questo spazio protetto.

E' stata una vera fortuna per noi poter conoscere da vicino questa specie altrimenti difficilmente avvicinabile in natura, scoprire il suono buffo che ha il bramito (a metà tra un muu e un bèèè), meravigliarci del fatto che siano dei veri coccoloni (anche perchè ormai abituati alla presenza dell'uomo), soprattutto i maschi, grandi e grossi e con quei minacciosi palchi!

La colonia si presentava nel suo massimo splendore: i maschi sfoggiavano i palchi al culmine della loro crescita e le femmine si prendevano cura, giustamente mantenendo da noi una debita distanza, dei loro tenerissimi cerbiattini.


I bimbi erano al settimo cielo, dopo i primi attimi di titubanza (viste le dimensioni degli animali) si sono lanciati alla caccia di gustosi ciuffetti d'erba e si sono divertiti a nutrire e farsi slecazzare dai loro nuovi amici.


...e per concludere una salutare corsa nei prati tra la cornice delle Piccole Dolomiti!

domenica 18 luglio 2010

PENSIERI & INCONTRI...

I tuoi figli non sono figli tuoi.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.

Tu li metti al mondo ma non li crei.

Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.

Puoi dare loro tutto il tuo amore, non le tue idee.
Perché essi hanno le loro proprie idee.

Tu puoi dare dimora al loro corpo ma non alla loro anima.
Perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è consentito entrare neppure in sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro
ma non pretendere che somiglino a te.
Perché la vita non torna indietro
e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli
verso il domani.

K.Gibran

Questa poesia mi è stata data in dono ieri al Raduno delle mamme a Comano Terme, parole che sono da molti anni sotto i miei occhi, dal momento che spiccano in un quadro nel salotto a casa della suocera...parole che ho sempre trovato sagge, leggendole a 20 anni quando il mio ruolo era quello di figlia, magari un po' ribelle, che aveva bisogno di spiccare il volo ed affermare sè stessa staccandosi in maniera definitiva dall'arco...
Parole che oggi che sono madre assumono il loro significato a tutto tondo e che ti rendono con gli interessi la "leggerezza" con cui le hai affrontate la prima volta.

Ieri ero a Comano per assistere alla presentazione di un libro molto famoso nella blogsfera "Quello che le mamme non dicono" di Wonder.
Ci tenevo ad esserci a quell'evento perchè nelle righe di quel libro ho trovato il 90% delle esperienze che ho affrontato io da quando, ormai più di 6 anni fa, sono incappata nella mia prima gravidanza.
Come sosteneva il Giovane Holden alla fine di un libro avvincente o interessante si sogna sempre di poter scambiare quattro chiacchiere con l'autore, quasi sempre è impossibile, quindi se ti capita a tiro un 'occasione così perchè lasciarsela scappare???

Da timida inguaribile quale sono avrei voluto essere invisibile ed assistere all'evento in sordina, ho anche pensato di farlo in realtà, far finta di essere un'ascoltatrice arrivata lì per caso ed andarmene quando tutto fosse finito, ma avevo il libro con me e in fondo in fondo ci tenevo a farmelo autografare.
Da pessima madre ho trascinato mia figlia lì con me a farmi da spalla, mentre mi presentavo a Chiara e non sapevo minimamente cosa dire...
Le parole poi sono arrivate da sole, tra curiosità ed aneddoti; sono stata davvero felice di essere riuscita a scambiare qualche parola dal vivo con lei, mi fossi defilata me ne sarei sicuramente pentita!
Mi ha chiesto come vanno le cose quando i figli crescono, se la situazione migliora un po'; il succo della mia risposta era che il mestiere di genitore è davvero difficile, e di sconvolgimenti nella vita dobbiamo affrontarne in ogni età della crescita dei nostri figli, non so se sono riuscita a farmi capire, quando parto per la tangente non mi si ferma più e forse scrivere mi riesce meglio.
Per me la sfida più grande in questo periodo è riuscire a convivere con le parole della poesia di cui sopra, accettare che i figli scelgano la loro strada, e che ciò non avviene a 12, 15, 20 anni come immaginavo, ma già a 2, 3, 5 anni...
Affrontare le delusioni che ci danno senza prendersela (...fosse facile...), capire che se io in Sardegna mi sento divinamente e loro hanno l'animo degli alpini sul Don, non è colpa mia che li ho portati lì e nemmeno colpa loro che mi vogliono "rovinare" la vacanza, siamo persone diverse che hanno bisogno di vivere esperienze diverse: io avevo bisogno di relax a contatto con mare, loro di socializzare con gli amichetti vicini di casetta...
E questo è solo un esempio...
Se vuoi sapere, cara Wonder, se ti mancherà l'aria ed avrai bisogno della TUA vita anche tra qualche anno la risposta è SI', assolutamente!
Ma non voglio spaventarti! Il nostro compito è quello di creare e mantenere un equilibrio tra noi e loro, tra le nostre e le loro esigenze, tra i nostri ed i loro limiti.
Non sarà facile, ma se ce l'abbiamo fatta fino ad adesso... ;)


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